MITI DELO SPORT

Il 5 ottobre scorso è morto a 64 anni Peter Norman, velocista australiano, medaglia d'argento alle Olimpiadi di MEXICO CITY DEL 1968 nei 200 m con 20.06 (rimasto tutt'ora primato australiano della distanza).
Rimarrà un'icona nel panorama dello sport per la generazione degli anni '60 per una sua foto leggendaria, un gesto contro la discriminazione razziale, nell'anno degli assassini di Martin Luther King e Robert Kennedy. Quell'anno salì sul podio insieme alla medaglia d'oro Tommy "Jet" Smith (allora primato mondiale con 19.83); terzo fu un altro statunitense, John Carlos. I due, membri del Progetto olimpico per i diritti umani, salirono sul podio senza scarpe con i simboli della protesta: guanti e calzini neri. Non appena si levò l'inno americano, levarono il pugno guantato verso l'alto, chinando il viso; anche Norman volle solidarizzare con la protesta e indossò la spilla Human Rights.
Rispettosi protagonisti di un'indimenticabile periodo per l'atletica. E non solo...
Io sinceramente mi ricordavo di quella protesta contro il razzismo, ma assolutamente non sapevo chi cazzo fosse Peter Norman, come tutti forse, finché non ho letto che era morto, e si ricordava quel gesto che fece molto scalpore in quel periodo.
In compenso ci ricorderemo benissimo che Ben Johnson si dopava come un porco o che Monica Lewingsky non ingoiava più di tanto.