E' solo morto un cane

"Li tengono legati e spesso incatenati mani e piedi; la maggior parte stanno seduti per tutto il giorno, la notte permettono loro di stendersi, ma tenendoli sempre legati; li portano tre volte al giorno in bagno, il cibo è appena sufficiente per non morire di fame.
In questo e in altri casi di tortura il metodo più usato è la “parilla”, ossia un letto metallico dove mettono nudi i prigionieri. Inoltre infliggono colpi con scosse elettriche, spesso con l’aiuto di un medico che indica le parti da colpire; frequentemente vengono rotti i timpani con i colpi che vengono detti “telefono” (assestati con le palme delle mani aperte su entrambi le orecchie).
Procurano anche bruciature con il sigaro o con il fuoco e con ferri incandescente.
Molto usata è anche la procedura di tappare il naso e la bocca per far soffocare il prigioniero e che sembra sia stata la tortura inferta alla compagna Lumi Videla. Introdurre la testa in un cubo di acqua, violenze ripetute sulle donne (alla presenza del marito o del compagno), donne violentate da cani, ferri roventi nella vagina, nell’ano. "
da http://www.memoriaviva.com/
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