I GUERRIERI DEL CALCIO
Ieri, come noto, il derby siciliano Catania-Palermo è degenerato in una guerriglia tra ultras e forze dell'ordine, che è costata la vita all'ispettore Raciti, 38enne padre di famiglia, colpito da una bombacarta nella zona appena fuori dallo stadio. Il bilancio si completa con oltre 70 feriti, per fortuna non gravi, e 22 arresti (nessuno è ancora accusato dell'omicidio), di cui 9 minorenni.
I campionati di calcio sono stati fermati (a tutti i livelli) e le indagini sono subite partite, ma soprattutto sono partite le chiacchiere ipocrite di tutti coloro che si sentono legittimati a farlo, ed è chiaro che sono tanti, troppi.
Il commissario straordinario della Figc, Luca Pancalli, ha ribadito che la sospensione dei campionati rimane fino a quando non ci saranno degli interventi drastici che gli ridaranno la serenità di rivedere una decisione scaturita dalla sua coscienza, quando appena la scorsa settimana era morto in una rissa un dirigente di una squadra locale calabrese (un giornale, oggi, constatava sarcasticamente come sia stata considerata a tutti gli effetti, una morte di 3°categoria).
Lunedì mattina il ministro dell'Interno Amato e la ministra Melandri si riuniranno per cominciare a mettere insieme le idee per un provvedimento di lungo periodo, un provvedimento robusto che cambi in modo radicale la situazione tanto che proprio la Meandri, ha annunciato che “il calcio non ripartirà fin quando non avremo individuato tutti insieme le strategie giuste e buone per uscire da questo dramma”.
Come se la Melandri potesse capire come risolvere una cosa del genere e con tutto l'ottimismo e la fiducia la vedo durissima, anche perché un provvedimento in quel senso era stato già adottato col decreto Pisanu, solo che non è mai stato applicato come avrebbe douvto per un concorso di colpa tra le forze dell'ordine stesse, le società di calcio (che sperperano milioni per gli ingaggi e di conseguenza non hanno ancora impianti a norma) e i governi locali (che hanno dispensato deroghe a manciate, e non a caso lo stadio di Catania è considerato uno dei insicuri soprattutto per l'area urbana in cui è collocato).
Detto ciò, seguendo i primi dibattiti, a me sembra che le parti in causa, invece di collaborare per arrivare ad una soluzione comunque utopica, si diano le colpe a vicenda e tra un paio di settimane tornerà la tranquillità e si penserà a qualche altra cosa che manderà sempre più in merda il calcio, ma fermando il campionato o giocando a porte chiuse (come suggeriscono gli opinionisti del cazzo) ci si arrende ad una minoranza di coglioni incazzati che estremizzano una più comune seppur innocua diabolicità che diventa ingestibile secondo l'inevitabile meccanismo cumulativo per il quale i coglioni si aggregano e rovinano quello che per molti è solo passione genuina.
Molti suggeriscono di seguire l'esempio britannico dove i famigerati hooligans sono stati "neutralizzati" con una serie di provvedimenti comunque non troppo distanti come intenti dal decreto Pisanu. Molti ignorano però che tali misure sono state predisposte solo dopo una serie lughissima di episodi come quello di Catania, su tutti le tragedie dell'Heysel (Bruxelles) e di Hillsborough (Sheffield) che causarono da sole centinaia di morti sconvolgendo l'Inghilterra (in Italia sono stati "solo" 14 dal 1962). La mia paura è proprio che finché non succederanno tragedie ancora più gravi non cambierà comunque la mentalità di quel gruppo di "irriducibili" (il fatto che 9 arrestati su 22 a Catania siano minorenni non fa ben sperare) e continueranno a verificarsi episodi di violenza, legati comunque solo marginalmente al calcio, e non credo che nessun decretone studiato da 20 politiconi benpensanti possa fare ciò, trasferendo al massimo il disagio giovanile verso altri ambienti.
Il Comune di Livorno ha provveduto a far cancellare a proprie spese le "vergognose" scritte apparse sul muro della sede del quotidiano ''Il Tirreno'', riferite alla tragica notte di violenza a Catania, quali "morte allo sbirro", "un altro Filippo Raciti, Ultras liberi" e "2/2/2007 vendetta per Carlo Giuliani". Anche il capitano del Livorno, Cristiano Lucarelli, capopopolo e comunque simbolo di una squadra la cui tifoseria è nota per la propria militanza nell'estrema sinistra, ha preso le distanze da tale gesto, condannandolo senza scuse.
Come mi illustrava uno molto saggio, spesso si è portati a voler condividere ad ogni costo una certa mentalità propria di un certo branco, anche quando è palesamente insensata, finché non se viene convinti e travolti al punto da difenderla e tramandarla......
:..Toni..: