Innesco²
martedì, gennaio 30, 2007
  Il debito pubblico in realtà NON ESISTE!! Lo sapevate??? Leggete!
La Banca Centrale emette denaro per un valore, supponiamo, di mille miliardi di Euro. Quel valore, quei mille miliardi, di chi sono?
A chi appartiene la moneta, il valore del denaro, nel momento in cui viene emessa dalla Banca Centrale?
Alla Banca Centrale stessa, che quindi ha diritto di farsela pagare dallo Stato? O allo Stato, al popolo, che quindi non dovrebbe pagare né il denaro né gli interessi alla Banca Centrale quando ha bisogno di denaro?

Si tratta di una questione fondamentale, perché dalla risposta che essa riceve, dipende essenzialmente l’indebitamento dello Stato.
Il fatto che l’esercizio del potere monetario attraverso la Banca Centrale è uno strumento di potere dei banchieri sullo Stato, trova conferma in come le istituzioni statali sono impegnate a equivocare e a mentire in tutte le sedi, anche parlamentari, per coprire il fatto che la Banca d’Italia cede a caro prezzo denaro che a essa niente costa e a cui non è essa a dare il valore, ossia il potere di acquisto.
Il potere di acquisto, come abbiamo visto, glielo conferisce il mercato, la gente, attraverso la domanda di denaro. La Banca Centrale non ha “prodotto” il valore del denaro, eppure si comporta come se fosse proprietaria del medesimo denaro, in quanto lo cede allo Stato (e alle banche commerciali) in cambio di titoli di Stato e controinteressate.

Questo fatto è paradossale.
È come se il tipografo, incaricato dagli amministratori della società calcistica organizzatrice di una partita di stampare 30.000 biglietti di ingresso per le partite del campionato, col prezzo di € 20 stampato su ogni biglietto, chiedesse come compenso per il suo lavoro di stampa € 600.000, in base al fatto che i biglietti che ha prodotto “valgono” € 20 cadauno. È vero che essi “valgono” € 20 caduno, ma che essi abbiano un valore non dipende dal tipografo, bensì dall’associazione sportiva che ha formato la squadra, procurato il campo da gioco e organizzato la partita, sostenendo i relativi costi e producendo la domanda di quei biglietti, senza la quali questi niente varrebbero.
Gli amministratori della società sportiva lo sanno bene, ma il tipografo in parte li ricatta e in parte li lusinga perché promette loro che, se gli pagheranno l’ingiusto compenso richiesto, egli darà loro un lauto regalo e i fondi per farsi rieleggere alle prossime elezioni del consiglio di amministrazione. Altrimenti, finanzierà altri candidati e una campagna di stampa contro i consiglieri onesti.

Il potere bancario si comporta come quel tipografo, e i governanti si comportano come i consiglieri ricattati e lusingati dell’associazione sportiva, riconoscendo alla Banca Centrale la proprietà o titolarità del valore del denaro che emette, stampato o scritturale che sia, e in cambio di esso indebitano ingiustamente e illogicamente proprio il popolo, che è il soggetto che, col suo lavoro e con la sua domanda, ossia col mercato, conferisce valore al denaro. Per questa ragione, oltre che in base al principio costituzionale della sovranità popolare, al momento in cui viene emesso, il denaro, il suo valore, dovrebbe logicamente essere ed essere trattato come proprietà del popolo e, per esso, dello Stato. Assolutamente lo Stato non dovrebbe indebitare se stesso e il popolo verso una Banca Centrale, pubblica o privata che sia, per ottenere denaro.

Al contrario, ciò è proprio quanto succede incessantemente. Ma vi è di peggio: la Banca Centrale , cioè i suoi azionisti, oltre ad appropriarsi, a danno dello Stato, del valore del denaro che essa emette, nei suoi propri conti segna questo valore non all’attivo ma al passivo, simulando un debito ed evitando, così, di pagare le tasse su quello che è un puro incremento di capitale e che, come tale, dovrebbe essere interamente tassato.
L’ovvio ragionamento che abbiamo testé svolto è stato già sottoposto al Parlamento, attraverso interrogazioni parlamentari, nel 1994 e nel 1995.
Entrambe le risposte elusero il problema, affermando che la Banca Centrale (allora, cioè, la Banca d’Italia) non sarebbe proprietaria dei valori monetari, ossia del valore del denaro emesso, perché il denaro emesso costituirebbe sempre un passivo, un debito; e che, perciò, giustamente la Banca d’Italia lo iscriveva come posta passiva nel proprio bilancio.

Come i membri competenti dei due governi interessati non potevano ignorare, queste risposte sono del tutto contrarie alla verità. Innanzitutto, la risposta fornita è contraddetta dal comportamento dei governi medesimi – di tutti i governi. Infatti, se i governi fossero coerenti con l’affermazione che il denaro, il valore monetario, non appartiene alla Banca emittente, perché lo Stato continua a dare qualcosa (i titoli del debito pubblico) in cambio di Lire o Euro? E se il denaro emesso costituisse una passività, un debito, perché mai lo Stato dovrebbe comperarlo pagandolo con titoli del debito pubblico, che costituiscono un credito per chi li riceve? Si è mai visto che qualcuno paghi un altro per farsi cedere un debito?
Ma le risposte del governo sono anche false giuridicamente, perché il denaro non è affatto un debito per la Banca che lo emette. Se fosse un debito, dovrebbe poter essere incassato dal portatore presso la Banca medesima, mediante conversione in oro, e il portatore della banconota aveva il diritto di farsela cambiare in oro dalla Banca Centrale che l'aveva emessa, come avveniva una volta, fino al 1929 circa, quando il denaro era convertibile in oro. Anche in tempi successivi al 1929, molte banconote portavano la scritta “Pagabile a vista al portatore”.

Ma pagabile in che cosa, dato che esse non erano convertibili in oro? In realtà, quei biglietti non erano pagabili in alcun modo e quella scritta era una menzogna per ingannare il pubblico e fargli credere che i biglietti di banca fossero convertibili in qualcosa avente valore proprio o che la banca si fosse indebitata per emetterli, il che è falso (mentre era vero in un ormai lontano passato).
Del resto, è naturale che nessun governo potrebbe permettersi di dare risposte veridiche a simili questioni, perché ammetterebbe che la sua vera funzione è defraudare i cittadini e gli elettori per arricchire un’élite finanziaria che detiene il vero potere.
Ma quanto sopra costituisce solo la punta dell’iceberg. Perché il grosso, circa l’85%, del denaro esistente e circolante al mondo, non è denaro vero, emesso da Banche Centrali, ma denaro creditizio, ossia aperture di credito e disponibilità di spesa create dal nulla dalle banche commerciali, le quali, attraverso questa creazione continua di nuovo denaro creditizio, si impossessano di quote crescenti del potere d’acquisto complessivo della popolazione mondiale. Di ciò si parlerà più diffusamente in seguito in tema di signoraggio secondario o creditizio.

Caro Cittadino europeo, sapevi che...?

- Il debito pubblico è fasullo e le tasse che paghi a causa di esso sono illegali e incostituzionali.
- Banca d’Italia S. p. A, autorizzata a creare in modo autonomo denaro dal nulla senza garanzie auree o di altro tipo, è dal 1948 di proprietà privata.
- I suoi azionisti (detti ‘partecipanti’) sono le altre banche e assicurazioni private. Il debito pubblico dello Stato, quindi dei cittadini, nasce nei loro confronti.
- La Banca d’Italia (analogamente alla Banca Centrale Europea) usa un artificio contabile più o meno espressamente legalizzato per camuffare i propri utili, non pagare le tasse su essi dovuti e per non darli allo Stato, come dovrebbe per statuto.
- La Banca d’Italia dovrebbe, per statuto, vigilare sulla correttezza delle altre banche; ma essa stessa è di proprietà di banche private, le quali nominano il suo governatore e i suoi direttori; quindi questi dovrebbero sorvegliare chi li nomina – cosa del tutto improbabile.
- Le tasse vanno in gran parte a pagare il debito pubblico e gli interessi su di esso, quindi finiscono in tasca ai proprietari privati della Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea, e non per spese di interesse collettivo.
- Per arricchirli, il debito pubblico viene continuamente fatto crescere – e ciò non solo in Italia e non solo di recente.
- L’organizzazione a monte di questo sistema di potere bancario è internazionale: in quasi tutti gli altri Paesi, infatti, la situazione è simile a quella italiana.
- Tale sistema, di cui i mass media si guardano bene dal parlare (come pure i sindacalisti, i parlamentari, i ministri, i presidenti) ha prodotto nel tempo, e ancor oggi sempre più produce, un enorme e sistematico trasferimento di beni e di ricchezze dalle tasche dei cittadini a quelle dei banchieri, ma anche un trasferimento del potere politico dalle istituzioni democratiche alle mani dei banchieri sovranazionali.
- Il vero potere politico ed economico, a livello mondiale e nazionale, sta in questi meccanismi, ignoti a tutti o quasi; essendo sconosciuti, essi sono ancor più efficaci..
- Il Trattato di Maastricht, l’Euro, la Banca Centrale Europea, sono strumenti di completamento di questo trasferimento.
- La corrente mancanza di denaro, la crisi economica, i fallimenti e le privatizzazioni sono p.i.l.otati da loro attraverso governi a sovranità limitata, e vanno a loro vantaggio.
- La soluzione efficace è ben nota ed è stata ripetutamente proposta: restituire al popolo, quindi allo Stato, la funzione sovrana dell’emissione del denaro, in modo che non si debba più indebitare.
- Il risultato sarebbe: tasse quasi eliminate, denaro a costo zero per lo stato e la Pubblica Amministrazione , economia fiorente; potere politico democratico anziché in mano alle banche.
- Ovviamente, gli unici danneggiati da questa riforma sarebbero i banchieri.
- E’ anche stata proposta una soluzione parziale: la moneta complementare, sull’esempio di migliaia di realtà nel mondo.
- Sono state proposte e talora attuate, nella storia, anche soluzioni globali, e hanno funzionato: l’emissione di denaro da parte dello Stato, direttamente e sovranamente, senza l’inutile intermediario di una banca centrale di emissione.
- Se quanto sopra ti lascia un poco perplesso, continua a leggere, e tutto ti apparirà chiaro...

Tratto dal libro "Euroschiavi e i segreti del signoraggio"
di Marco Della Luna e Antonio Miclavez

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Ho postato questo articolo perchè noto che troppa gente ancora non sa di questa cosa
:..Gio..:
 
giovedì, gennaio 25, 2007
  Nelson Mandela spiega cosa è "Ubuntu"

Nelson Mandela spiega cosa è "Ubuntu"
° Una icona per la libertà in Africa e nel mondo
° Un simbolo di ispirazione per la tolleranza e l 'umanità
° La tradizione africana di "Ubuntu"

Che cosa è "Ubuntu"?
° E' la verità universale
° E' uno stile di vita
° Sostiene il concetto di una società aperta


Intervista a Nelson Mandela.

Molte persone la ricordano come una personificazione del concetto di "Ubuntu.
Ci descrive cosa è "Ubuntu"?
Nei giorni passati quando eravamo giovani, un viaggiatore attraverso il paese fermandosi in un villaggio non avrebbe dovuto chiedere acqua e cibo. Una volta fermatosi la gente gli avrebbe offerto cibo, intrattenendolo. Questo è un aspetto di "Ubuntu", ma ha diversi aspetti.

° Rispetto
° Utilità
° Condivisione
° Comunità
° Preoccupazione
° Fiducia
° Altruismo

Una parola può significare molto. Questo è lo spirito di "Ubuntu".
"Ubuntu" non vuol dire che la gente non possa occuparsi di se stessa. La domanda è quindi, vi state muovendo in modo che la comunità intorno voi sia capace di, e possa migliorare?
Queste sono le cose importanti nella vita. E se potete farlo, avete fatto qualcosa di molto importante che sarà apprezzato.

Traduzione libera di
Fredi Ricchioni.

Link al sito con video intevista a Nelson Mandela
http://www.youtube.com/watch?v=Dx0qGJCm-qU

:..Gio..:
 
  Per l'amico Giò
Nel sogno, mi alzo dal letto, mi guardo allo specchio e scopro che
sono strabico.
Mi frugo freneticamente in tasca per guardare la mia foto sulla carta
di identita', per vedere se sono veramente in quel modo e scopro...........
che sono napoletano e mi chiamo Romeo.........!!!
Non puo' essere, mio Dio !!!

Mi siedo sconsolato su una sedia. Ma non e' possibile, e' una sedia a
rotelle, il che significa che, oltre ad essere strabico e napoletano,
sono anche handicappato !

Impossibile, mi dico, che sia strabico, napoletano e handicappato......

- "Amoreeeeeeeee !", grida una voce dietro di me. E' il mio
ragazzo.... cazzo !!!!!! sono anche frocio...!

- "Sei stato tu a prendere la mia siringa?"

Mio Dio! Strabico, napoletano, handicappato, frocio, drogato e sieropositivo!

Disperato, inizio a urlare, a piangere, a strapparmi i capelli e...
Noo!!! Sono pelato!

Squilla il telefono. E' mio fratello , che protesta:
-"Da quando papa' e mamma sono morti, tu riesci solo a imbottirti
di droghe, vagabondando tutto il giorno! Cerca un lavoro, fai qualcosa!"

merda, scopro che sono anche disoccupato !!!

Cerco di spiegare a mio fratello che e' difficile trovare un impiego
quando si e' strabico, napoletano, handicappato, drogato, sieropositivo
e pelato, ma non ci riesco...... perche' ........tartaglio!!!!

Frastornato, riaggancio il telefono, con l'unica mano che ho
(figa......, sono pure monco) e ,con le lacrime agli occhi, vado alla
finestra per vedere il paesaggio...............

Milioni di catapecchie tutto intorno a me...

Sento una pugnalata nel pace-maker: oltre che strabico, napoletano,
handicappato, frocio, drogato, sieropositivo, pelato, orfano,
disoccupato, balbuziente, monco e cardiopatico, abito anche in una baraccopoli...

Comincio a sentirmi male e ad avere i brividi: mi dirigo verso il
guardaroba per prendere un maglione e, con mia sorpresa, quando
apro il cassetto trovo una maglia della JUVE ..
questo e' troppo...comincio ad avere una crisi epilettica perche',
oltre che strabico, napoletano, handicappato, frocio, drogato,
sieropositivo, pelato, orfano, disoccupato, balbuziente, monco e
cardiopatico, abito anche in una baraccopoli....e....sono in serie B ...
ma posso farcela a sopportare,

Devo resitere!!!!

In quell'istante, ritorna il mio ragazzo e dice:
- "Amoreeeeee, muoviti, senno' arriveremo tardi alla festa dell'Unita'........"

puttana eva!!!!

NOOOOOOO !!!!!!!!!!!!!!!
NOOOOOOO !!!!!!!!!!!!!!
NOOOOOOO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

COMUNISTA NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!

:..X MASsi..:
 
sabato, gennaio 20, 2007
  Vicende p2p
ROMA - Anche se c'è il copyright, si può scaricare lo stesso. Purché non si faccia a fini di lucro. Lo ha stabilito la III sezione penale Cassazione con una sentenza destinata a far discutere (è la numero 149/2007) con cui ha accolto il ricorso presentato da due studenti torinesi, condannati in appello ad una pena detentiva, sostituita da un'ammenda, per avere "duplicato abusivamente e distribuito" programmi illecitamente duplicati, giochi per psx, video cd e film, "immagazzinandoli" su un server del tipo Ftp (File transfer protocol) "dal quale potevano essere scaricati da utenti abilitati all'accesso tramite un codice identificativo e relativa password".
Una sentenza che fa discutere, anche se si riferisce a un caso precedente alla legge del 2004 sul diritto d'autore. La cosiddetta legge Urbani rende invece lo scaricamento di file protetti da copyright un diritto amministrativo e la loro condivisione un reato penale.

Ad uno dei due la sentenza della Corte d'appello del capoluogo piemontese datata 29 marzo 2005 (ora annullata "senza rinvio" dalla Suprema Corte) imputava anche il possesso, presso la propria abitazione, di software destinato "a consentire o facilitare la rimozione dei dispositivi di protezione "facilitare la rimozione dei dispositivi di protezione applicati a programmi per pc. Di fatto, i due studenti, avvalendosi di un computer in funzione presso l'associazione studentesca del Politecnico di Torino, avevano creato, gestito e curato la manutenzione di un archivio on line di dati e programmi, raggiungibile da un normale indirizzo ip, dal quale una "community" di utenti era libera di attingere in cambio, a sua volta, del rilascio di materiale informatico.

I reati contestati ai due ricorrenti erano quelli previsti dagli articoli 171 bis e 171 ter della legge sul diritto d'autore, la numero 633/41, sottoposta a tutta una serie di modifiche in anni recenti: nell'ultima formulazione, il primo prevede "la punibilità da sei mesi a tre anni, di chiunque abusivamente duplica, per trarne profitto, programmi per elaboratore o ai medesimi fini importa, distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale o imprenditoriale o concede in locazione programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla Siae"; il secondo punisce con la reclusione da uno a quattro anni chi "riproduce, duplica, trasmette o diffonde abusivamente, vende o pone altrimenti in commercio, cede a qualsiasi titolo o importa abusivamente oltre cinquanta copie o esemplari di opere tutelate dal diritto d'autore e da diritti connessi".

Ebbene, per la Cassazione in primo luogo è da escludere per i due studenti la configurabilità del reato di duplicazione abusiva, attribuibile non a chi in origine aveva effettuato il download, ma a chi semmai si era salvato il programma dal server per poi farne delle copie. Ma soprattutto "deve essere escluso, nel caso in esame, che la condotta degli autori della violazione sia stata determinata da fini di lucro, emergendo dall'accertamento di merito che gli imputati non avevano tratto alcun vantaggio economico dalla predisposizione del server Ftp".

Per "fine di lucro", infatti, "deve intendersi un fine di guadagno economicamente apprezzabile o di incremento patrimoniale da parte dell'autore del fatto, che non può identificarsi con un qualsiasi vantaggio di genere; nè l'incremento patrimoniale può identificarsi con il mero risparmio di spesa derivante dall'uso di copie non autorizzate di programmi o altre opere dell'ingegno, al di fuori dello svolgimento di un'attività economica da parte dell'autore del fatto, anche se di diversa natura, che connoti l'abuso".

Anche con riferimento alla detenzione di un programma destinato a rimuovere o ad aggirare dispositivi di protezione "non emerge - avvertono i giudici - dall'accertamento di merito la finalità lucrativa cui sarebbe stata destinata la detenzione e, tanto meno, un eventuale fine di commercio della stessa".

(20 gennaio 2007) Tratto da repubblica.it
 
mercoledì, gennaio 17, 2007
  Leggetevi questo bel articolo sul presidente Rossi
http://www.ilquotidiano.it/articoli/index.cfm?ida=66617

Saluti
:..Gio, detto Manifisto..:
 
venerdì, gennaio 12, 2007
  E se Massi avesse ragione

L'ultimo dell'anno io e Massi, come spesso accade, abbiamo avuto uno scontro verbale. Lui affermava, che l'obbiettivo degli stati uniti è l'arabia saudita. Io, ovviamente, l'ho schernito. Sinceramente mi sembrava una boiata.
Poi è arrivata la Somalia. Gli americani sono intervenuti. Ma cosa è la somalia? Un paese in una posizione strategica fondamentale nel medio orienti.
Cosa sono le corti islamiche? L'ex governo islamico somalo, avverso dagli stati uniti.
Come sono arrivate le corti islamiche al potere? Dopo il casino fatto dalla comunità internazionale negli anni novanta. In seguito a un vuoto di potere.
Storicamente l'islam somalo di che tipo era? Sufi
Le corti islamiche che tipo di islam hanno instaurato? Wanabita. Perchè? L'unico finanziatore della somalia era l'arabia saudita.
Ora riderei un pò meno.
:..Gio..:
 
domenica, gennaio 07, 2007
  Grazie a retequattro
Proprio in questo momento sta andando in onda su reteQuattro una puntata di "Uomini Straordinari". Il tema è Mussolini.
Lasciamo perdere la vena nostalgica e l'esaltazione televisiva di un uomo che ha portato verso la morte cosi tanti italiani che non dovrebbe essere neanche chiamato italiano.
Ha fatto cinecittà(sti cazzi), ha fatto le scuole(ohila), quartieri e tante altre cose. Bene! CAzzo! Allora io voglio STALIN. Ha fatto diventare la russia una potenza mondiale, creato fabbriche, e trasformato la russia contadina e feudale nel paese più avanzato del mondo.
Quindi dico, va bene che si deve far entrare alleanza nazionale tra i popolari europei ma riabilitare mussolini e che cazzo!
Che bello, dicono che Mussolini godeva di un largo consenso popolare!!! E allora perchè non faceva libere elezioni?
Ma sparatevi!
Ultimamente mi sono trovato di fronte a una discussione in cui puntuale, come una sciabolata, si arrivava al mitico "pozza arveni Benito!".
Allora io dico! Magari! Non vedo l'ora! Poi vedi che risate
Ti prego, Osama, prossimamente dedicati a Cologno Monzese, io sono con te! Però prima fai visita a Cossiga, l'opinionista della puntata.
Peccato che Osama non esiste.

PS: visto che io sono il comunistaccio del blog faccio presente che la trasmissione afferma la possibile estraneità di Mussolini dal delitto Matteotti
:..Gio..:
 

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Giosuè
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