Innesco²
sabato, settembre 30, 2006
  A tutti i nostri visitatori

Stiamo facendo una pausa di riflessione par capire gli errori fatti e per trovare evetuali rimedi. Ancora non sappiamo se il blog riprenderà o meno. Entro lunedì publicheremo gli sviluppi della crisi che ci sta attraversando.
:..Gruppo Innesco, o quello che ne rimane..:
 
giovedì, settembre 28, 2006
  Commiato
Mi dispiace ma questo è un gioco che non mi piace.
Attaccare il messaggero per screditare il messaggio e tipico dei regimi semi-totalitari definiti comunemente democratici che, non avendo lo strumento della repressione violenta tra i propri sistemi di controllo, (solo per oggettiva impopolarità degli stessi) lo utilizzano per acquietare e reprimere le già piccole e quiete coscienzucole della gente.

Verificare le fonti significa approfondire la conoscenza del tema trattato dal punto di vista dei fatti, non dal punto di vista di chi lo tratta, che sia cattolico, mussulmano, comunista o fascista, se scrive di fatti veri e verificabili filologicamente, è da ascoltare, magari da criticare per le proprie conclusione ideologiche se non ci piacciono ma è da ascoltare.

Ma a voi piace il "copia e incolla", è fiato sprecato, a voi paice scherzare e sorvolare con una battuta ogni cosa, rendendo tutto maledettamente superficiale dicendo con profondissima disonestà intellettuale che è dimostrabile tutto ed il contrario di tutto. Quanto è infantile quest'affermazione, una freccia spuntata che si può usare nel Fantabosco del caos mediatico, ma per citare Osacar Luigi; "io non ci stò".

Massimiliano Del Moro
 
mercoledì, settembre 27, 2006
  Eutanasia part two

by Gio
 
  SCRIITTA DI UN BAMBINO SU UN MURO DI MONTEVIDEO
IO NON VOGLIO MORIRE MAI,

PERCHE' VOGLIO GIOCARE SEMPRE

:..Toni..:
 
  Eutanasia part one...
from italy Indymedia.

:..Gio..:
 
martedì, settembre 26, 2006
  Che cos'è Liber Liber...
"Liber Liber, nota per il progetto di biblioteca telematica accessibile gratuitamente (progetto Manuzio) e per l'archivio musicale (LiberMusica), è una o.n.l.u.s. (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) che ha come obiettivo la promozione di ogni espressione artistica e intellettuale. In particolare, Liber Liber si propone di favorire l'utilizzazione consapevole delle tecnologie informatiche in campo umanistico e di avvicinare la cultura umanistica e quella scientifica. Liber Liber è stata ufficialmente costituita con atto notarile il 28 novembre 1994, pur operando fin dal 1993. Il suo statuto è on-line. Grazie alla collaborazione di volontari e sponsor, i capolavori della letteratura e le altre opere edite dal progetto Manuzio vengono prelevate mensilmente da moltissime persone (oltre 250.000 utenti / mese secondo una statistica datata marzo 2006)."http://www.liberliber.it/

Che dire, ringrazio Piero per la scoperta di questo sito
:..Gio..:
 
lunedì, settembre 25, 2006
  MATTINA
Per trovare il cammino occidentale
dritto per le Porte dell'Ira
spingo i miei passi.
Dolce Pietà mi conduce innanzi,
con dolce pentito lamento
vedo l'inizio della giornata.
La guerra di spade e lance
sciolta da lacrime di rugiada
esala in alto.
Il Sole è liberato dagli orrori
e con dolci grate lacrime
sale il cielo.

William Blake
:..Toni..:
 
  LE SIGARETTE

Adesso che son qui, ad analizzarmi, sono colto da un dubbio: che io forse abbia amato tanto la sigaretta per poter riversare su di essa la colpa della mia incapacità? Chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l'uomo ideale e forte che m'aspettavo? Forse fu tale dubbio che mi legò al mio vizio perché è un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente. Io avanzo tale ipotesi per spiegare la mia debolezza giovanile, ma senza una decisa convinzione. Adesso che sono vecchio e che nessuno esige qualche cosa da me, passo tuttavia da sigaretta a proposito, e da proposito a sigaretta. Che cosa significano oggi quei propositi? Come quell'igienista vecchio, descritto dal Goldoni, vorrei morire sano dopo di esser vissuto malato tutta la vita?
Da La coscienza di Zeno, Italo Svevo
:..Toni..:
 
sabato, settembre 23, 2006
  Le massime di Gio - L'Africa nei media(6)
(23/09 RAI2 ore 13:21)
TORNA IN ITALIA L'ALANO WOOF, BLOCCATO 8 MESI IN ERITREA
Alla fine Woof e' tornato a casa. Si e' conclusa bene la storia di questo alano di sei anni bloccato da otto mesi in Eritrea. Oggi, dopo una serie di peripezie che farebbero impallidire Lassie ed il piu' temerario Rex, all'aeroporto di Fiumicino dove ad attenderlo c'erano i familiari del padrone. Woof aspettava di tornare a casa da quando il suo padrone, Maurizio Angioli, rientrato in Italia dopo anni di lavoro in Eritrea, non era riuscito a portarlo con se' per problemi burocratici.''Il cane sta bene, gode di ottima salute, sono felice che questa storia si sia finalmente conclusa a lieto fine, grazie all'interessamento del Comune di Roma, i ministeri degli Esteri e della Salute, l'Ambasciata italiana ad Asmara e i Servizi veterinari dell'aeroporto di Fiumicino'', ha detto all'aeroporto di Fiumicino Anna Merli, la cugina di Angioli, che essendo all'estero per motivi di lavoro oggi non ha potuto riabbracciare il proprio cane. L'alano arlecchino, di colore marrone, e' arrivato alle 04:00 in Italia con un volo della compagnia Eritrean Airlines. Terminate le necessarie pratiche per lo sdoganamento e le visite del veterinario e' stato finalmente condotto a fare una passeggiata, appena fuori dalla cargo city dello scalo romano. Li' ad attendere il cane, cameraman fotografi e giornalisti per i quali Woof ha ''posato'' rimanendo sempre molto tranquillo. Ad accoglierlo, tra gli altri, anche Monica Cirinna', la consigliera delegata ai Diritti degli animali del Comune di Roma.
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Che dire? Bhè, io auguro al cane Woof di morire di malaria nel più breve tempo possibile e al direttore del tg2 Mauro Mazza di essere velocemente epurato
:..Gio..:
 
  Le massime di Gio - Approvata la legge sulle intercettazioni(5)
Prodi "occorre fare in modo che il marcio non dilaghi";
Gio "...mmm...non è che dobbiamo evitare che il marcio venga fuori?";
Prodi "ma no! Inoltre non c'è solo la tutela dei cosidetti vip, si vuole garantire e dare serenità al cittadino italiano";
Gio "ma vaffanculo!";
Morale "eheh...ma sapevi che le inculate più dolorose sono, molte volte, bipartisan? Non è logica, solo matematica.
:..Gio..:
 
  Pregiudizi
Il pregiudio è un "opinione fondata su convinzioni personali che non si basano sulla conoscenza diretta di fatti, persone, cose, ma su semplici supposizioni o convinzioni correnti che possono indurre in errore"(diz. de mauro).
La prima volta che avevo sentito parlare di questo movimento www.nkuk.org è stato grazie a Massi, poi non ci avevo più pensato. L'altro giorno, guardando su wiki la parola sionismo, mi ero inbattutto in queste parole"Non tutti gli Ebrei del mondo sono sempre stati favorevoli al Sionismo. Inizialmente la maggioranza degli Ebrei era indifferente o contraria. Gli Ebrei più ortodossi consideravano un'eresia religiosa l'idea di rientrare in massa in Israele prima dell'arrivo del Messia. Alcuni sparuti gruppi ultra-ortodossi mantengono tutt'oggi questa posizione." Questa cosa significa? Bhè facile, che forse non esiste solo la posizione sionista in israele, ma c'è anche un opposizione. Vi riporto anche altre fonti, questa è indymedia
"Essere contro la politica di guerra di Israele non vuol dire essere antisemita. Significa piuttosto opporsi a strategie di potere portate avanti da gerarchi sionisti guerrafondai a cui poco interessa la salvaguardia del proprio popolo rispetto a mere ragioni economiche.
L'opposizione alla guerra da parte del popolo israeliano, in tutto il mondo, da New York a Tel Aviv, non trova molto spazio sui media ufficiali israeliani bensì nelle carceri.
Un'opposizione fatta da cineasti, soldati che rifiutano di prestare servizio nei terrALTitori occupati: i refusnik, studenti, artisti e artiste e societa' civile. Gruppi organizzati si sono formati, come gli anarchici contro il muro che collaborano con diverse associazioni e singoli palestinesi manifestando contro il muro della vergogna e avamposti militari nei Territori occupati dove agli stessi israeliani non e' permesso entrare.
Come al solito l'unica risposta che ricevono è repressione. Nella settimana di ferragosto ancora una volta l'IDF ha caricato due manifestazioni pacifiche che si stavano svolgendo contro il muro della vergogna e contro la guerra in LIbano. Due le persone ancora in coma per aver ricevuto un colpo inferto dal calcio di un mitra in testa, un'altra per una pallottola di gomma in faccia, inoltre 12 persone sono state arrestate . "
In Italia ne avete mai sentito parlare? I servizi sulle accuse di antisemitismo ce ne sono "a zurria", basta essere contrario alle scorribande di Israele e subito sei catalogato come antisemita. Tutto questo senza sparare le cazzate mostruose del presidente iraniano
Ahmadinejad che pensa che l'olocausto non sia mai esistito. Il problema è che ciò porta a pensare che tutti gli ebrei la pensino come il presidente Olmert e che siano tutti farovoli al muro, alle guerre che compiono o alla distruzione del popolo palestinese.
Non mostrare questa pluralità, purtroppo, crea quel pregiudizio che ci fa odiare, molte volte, gli israeliani. I registi di questa scelta, non so se consciamente, stanno facendo, non riesco a capire per quale motivo, questo gioco. Forse sarà per proteggere gli interessi legati al mantenimento di questa situazione precaria, che ovviamente favorirà una certa parte del popolazione israeliana visto che viene cercata con tanta insistenza. Queste ultime, dopotutto, sono supposizioni e bisogna prenderle come tali. Però bisogna ricordare che esiste un'altra Israele e che questa vuole la pace!
:..Gio..:


 
giovedì, settembre 21, 2006
  Comportamenti cancerogeni
Lo sapete che è stata ripulita e distrutta da parte di truppe israeliane una filiale della National Jordanian Bank a Nablus(foto), insieme a 14 uffici di cambio a Jenin, Tulkarem, e Ramallah. Il bottino finale dichiarato dai militari è di 5 milioni di shekel(un milione e duecento mila dollari circa) e 170 mila denari giordani(240 mila dollari), oltre a tre arresti. Le autorià palestinesi denunciano anche il "prelievo" di computer e documenti. La scusa è che quei soldi, provenienti da Siria ed Iran, fossero destinati a Hamas, Jihad e Hezbollah. Questo è solo l'ultima delle vicende che stanno portando alla distruzione economica della Palestina. Immaginate come potreste sentirvi se capitasse a voi una cosa del genere. I risparmi di una vita rubati alla luce del sole. Voi impotenti a subire. Questo si può chiamare "furto di stato" in piena regola. Il tutto sotto il nostro silenzio. Ne avete sentito parlare di questa notizia? Gaza è alla fame ed è sull'orlo del collasso, ma tutti se ne frecano.
Se volete approfondire andate qui Jordan Times
:..Gio..:
 
  IL CONFORMISMO
-->Il conformismo non è una realtà esclusiva dei nostri tempi: inevitabilmente esso si ripresenta nelle nostre società dalla notte dei tempi.
In fondo è qualcosa che si impara già da bambini: se lo fa lui, lo faccio anch'io. Lo stesso atteggiamento viene mantenuto quando cresciamo: cosa c'è di meglio della garanzia di non essere soli?! In realtà però qualcosa c'è: la consapevolezza di essere unici, di fare ciò che a nessun altro potrebbe mai venire in mente, di dire "no" se la pensiamo diversamente. L'unico rischio è di contraddire gli altri per il solo gusto di farlo e non perchè si è veramente in disaccordo con loro.Citando il bellissimo film "L'attimo fuggente", nel punto in cui il Prof. Keatin, interpretato da Robin Williams, recita una poesia di Walt Whitman: "C'erano due strade nel bosco ed io ho scelto quella meno battuta. Ed è per questo che sono diverso."
Non mi stanco di ribadire il concetto: adattarsi agli altri è un comportamento corretto nella misura in cui non ci si scorda chi si è veramente e quale è il proprio io. Non vergognatevi di essere voi stessi, ma condividetelo con chi, a sua volta, condivide con voi la propria diversità: meno bugie, meno ipocrisie. Forse il mondo non risulterà migliore, ma quanto meno sarà più vario, per il bene di tutti noi. <--
:..Tonino..:
 
  Le massime di Gio -- Talk about Pope (4)


Dal Manifesto di oggi

:..Gio..:

 
martedì, settembre 19, 2006
  Tu chiamalo se vuoi....dilettante presuntuoso
Il Papa, la massima autorità religiosa occidentale, che cosa ha fatto? Qualcuno lo ha capito? Per i mussulmani ha bestemmiato interpretando il Corano. Per i cattolici ha sbagliato perchè si è fatto fraintendere. Per me ha fatto una cavolata dimostrandosi un dilettante presuntuoso.
Il mondo è attualmente, a causa del pretesto religioso, in mezzo a un mare di merda. Da una parte gli israeliani contro i mussulmani e da un'altra i mussulmani contro i corociati occidentali. C'era anche bisogno di creare i cattolici contro i mussulmani?
Sfumature o forse facce di una stessa medaglia, non so. La cosa veramente triste è il modo in cui è stato spazzato il messaggio di pace di Giovanni Paolo II, persona molto stimata dal mondo islamico. Benedetto XVI ha manifestato il suo "rammarico" poichè frainteso in quanto cercava «un dialogo franco e sincero con grande rispetto reciproco»...ALT!! Cosa si intende per "franco"? E' dall'undici settembre che siamo "in merda"con la scusa delle religioni e Benedetto XVI voleva avviare un dialogo "franco"? Franco? Cioè?
Non si è posto il problema del "con chi" fare il dialogo "franco". I mussulmani non hanno un leader religioso riconosciuto all'unanimità. Sono, molte volte, facile preda di manipolazioni del potere politico dittatoriale presente nei loro stati(vedi vignette sataniche). Consideriamo che questo potere diattatoriale, in genere, è avallato dall'occidente. Mettiamoci anche un pò di sana frustrazione dovuta alle ultime scelte di politica estera statunitense-israeliana e abbiamo una miccia pronta ad esplodere in rivolte di piazza o in persecuzioni sommarie(es. suor Leonella).
Ora mi chiedo, caro Benedetto XVI, con la tua lezione che ci hai guadagnato? Può essere che non avevi calcolato le conseguenze? Ti senti meglio?
"Lo scontro di civiltà si può fare solo senza civiltà". Peccato che queste parole non sono del Santo Padre, ma di Crozza, un comico, forse siamo proprio nella merda.

:..Gio..:
 
lunedì, settembre 18, 2006
  Innesco
Cazzeggiando su Internet ho lettola storia di un ragazzo disabile, Shay.

__Shay e suo padre stavano camminando vicino a un parco, dove c'erano alcuni ragazzi che Shay conosceva che giocavano a baseball. Shay chiese: "Credi che mi lascerebbero giocare?" Il padre di Shay sapeva che la maggior parte dei ragazzi non volevano un ragazzo come lui nella squadra, ma comprendeva anche che se al figlio fosse stato permesso giocare, la cosa gli avrebbe dato un senso di appartenenza di cui aveva molto bisogno, e un po' di fiducia nell'essere accettato dagli altri, nonostante i suoi handicap. Il padre di Shay si avvicinò a uno dei ragazzi sul campo e chiese se Shay poteva giocare, non aspettandosi un granché in riposta. Il ragazzo si guardò attorno, in cerca di consiglio e disse: "Siamo sotto di sei e il gioco è all'ottavo inning. Immagino che possa stare con noi e noi cercheremo di farlo battere all'ultimo inning".Shay si avvicinò faticosamente alla panchina della squadra, indossò una maglietta della squadra con un ampio sorriso e suo padre si sentì le lacrime negli occhi e una sensazione di tepore al cuore. Il ragazzo vide la gioia di suo padre per essere stato accettato. In fondo all'ottavo inning, la squadra di Shay ottenne un paio di basi, ma era ancora indietro di tre. Al culmine del nono e ultimo inning, Shay si mise il guantone e giocò nel campo giusto. Anche se dalla sua parte non arrivarono dei lanci, era ovviamente in estasi solo per essere nel gioco e in campo, con un sorriso che gli arrivava da un orecchio all'altro, mentre suo padre lo salutava dalle gradinate.Alla fine del nono inning, la squadra di Shay segnò ancora. Ora, con due fuori e le basi occupate, avevano l'opportunità di segnare la battuta vincente e Shay era il prossimo, al turno di battuta.A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay e perso l'opportunità di far vincere la squadra? Sorprendentemente, a Shay fu assegnato il turno di battuta. Tutti sapevano che gli era impossibile colpire la palla, perché Shay non sapeva neppure tenere bene la mazza, per non dire coglierela palla. Comunque, mentre Shay andava alla battuta, il lanciatore, capendo che l'altra squadra stava mettendo da parte la vincita per far sì che Shay avesse questo momento, nella sua vita, si spostò di alcuni passi per lanciare la palla morbidamente, così che Shay potesse almeno riuscire a toccarla con la mazza. Arrivò il primo lancio e Shay girò la mazza a vuoto. Il lanciatore fece ancora un paio di passi avanti e gettò di nuovo lentamente la palla verso Shay. Mentre la palla era in arrivo, Shay girò goffamente la mazza, la colpì e la spedì lentamente sul terreno, dritta verso il lanciatore.Il gioco avrebbe dovuto finire, a quel punto, ma il lanciatore raccolse la palla e avrebbe potuto facilmente lanciarla al primo che copriva la base e squalificare il battitore. Shay sarebbe stato fuori e questo avrebbe segnato la fine della partita. Invece, il lanciatore raccolse la palla e la lanciò proprio al di là della testa del primo in base, fuori dalla portata dei compagni di squadra. Tutti quelli che si trovavano sugli spalti e i giocatori cominciarono a gridare: "Shay, corri in prima base! Corri in prima!"Shay non aveva mai corso in vita sua così lontano, ma riuscì ad arrivare in prima base. Corse lungo la linea, con gli occhi spalancati e pieno di meraviglia. Tutti gli gridarono: "Corri alla seconda, alla seconda, ora!" Trattenendo il fiato, Shay corse ancor più goffamente verso la seconda, ansimando e sforzandosi di raggiungerla. Quando Shay curvò verso la seconda base, la palla era fra le mani del giocatore giusto, un piccoletto, che ora aveva la possibilità per la prima volta di essere lui l'eroe della propria squadra. Avrebbe potuto lanciarla alla seconda base per squalificare il battitore, ma comprese le intenzioni del lanciatore e anche lui gettò intenzionalmente la palla in alto, ben oltre la portata della terza base. Shay corse verso la terza base in delirio, mentre gli altri si spostavano per andare alla casa base. Tutti gridavano: "Shay, Shay, Shay, vai Shay".Shay raggiunse la terza base, quello opposto a lui corse per aiutarlo e voltarlo nella direzione giusta, e gridò: "Shay, corri in terza! Corri in terza!" Mentre Shy girava per la terza base, i ragazzi di entrambe le squadre e quelli che guardavano erano tutti in piedi e strillavano: "Shay, corri alla base! Corri alla base, sali sul piatto!" Shay corse, salì sul piatto e fu acclamato come l'eroe che aveva segnato un 'grand slam' e fatto vincere la sua squadra.Quel giorno, disse il padre a bassa voce e con le lacrime che ora gli rigavano la faccia, i ragazzi di entrambe le squadre aiutarono a portare in questo mondo un pezzo di vero amore e umanità.Shay non superò l'estate e morì in inverno, senza mai scordare di essere stato l'eroe e di aver reso suo padre così felice, e di essere tornato a casa fra il tenero abbraccio di sua madre per il piccolo eroe del giorno!___


Stando a contatto con un ragazzo come Shay, fisicamente e mentalmente handicappato, si rivela la vera natura umana nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino".
Appena ho letto la storia ho pensato subito: "però, che bel gesto, altri l'avrebbero scansato".
Poi, ripensandoci, mi è sembrato più un gesto estamporaneo di pietà, che un atto di sincera fratellanza che durerebbe nella quotidianità.
Quello che è sicuro è che troppo spesso ci stressiamo per le cazzate e perdiamo di vista le cose importanti, anche se a posteriori siamo tutti d'accordo che è così....
:..Toni..:
 
  C'era una volta Giovanni Lindo...

Dalla musica punk filosovietica a papa Ratzinger, storia di un figlio del Sessantotto che ha cambiato idea su (quasi) tutto. E per settembre è attesa la sua autobiografia REGGIO EMILIA Sulla scrivania di Giovanni Lindo Ferretti c’è un piccolo leggio di legno con un libro antico, del 1813. è una raccolta di sermoni di Alfonso Maria De Liguori, un sacerdote del XIX secolo. Ferretti lo tiene aperto sulla predica che condanna l’ira: “Mi serve soprattutto quando penso alla politica. Dopo aver visto D’Alema a braccetto con l’hezbollah, per esempio, ho dovuto leggerlo avidamente”. Giovanni Lindo Ferretti era la voce dei Cccp. Il gruppo filosovietico che sotto la sua guida ha portato in italia la musica punk “emilianizzandola” e “comunistizzandola” [con buona pace dei Clash, n.d. emi.] (“Voglio rifugiarmi sotto il Patto di Varsavia, voglio un piano quinquennale, la stabilità”, recita un testo dei Cccp). “Non rinnego i miei errori” Oggi, abbandonati Repubblica e Il Manifesto, è abbonato all’Osservatore Romano. Vive nella casa di famiglia in un paese che non arriva a 100 anime, sull’Appennino emiliano a pochi chilometri dalla Toscana. Studia, canta, scrive. (A settembre Mondadori pubblica il suo autobiografico “Reduce”). E legge. Soprattutto Ratzinger: “Credo di aver letto tutto quello che ha pubblicato, tolti i testi più “tecnici”. Mi ero stufato, qualche anno fa di leggerne su Repubblica tutto il male possibile. Sono andato in libreria e ho chiesto se questo Ratzinger avesse scritto qualcosa. Mi hanno indicato una pila di libri. Da lì ho scoperto un genio prima che diventasse Papa”. E poi Simone Weil, Hannah Arendt, Don Giussani, Dante. A 53 anni Ferretti continua a “campare di parole”. Vincendo la sua ritrosia per i giornalisti, a Libero racconta un pezzetto del suo cammino, che l’ha portato da “Spara Yuri” agli inni alla Madonna, rintracciati e rielaborati pescandoli dalle tradizioni popolari di mezza Italia. “Certo, sono cambiato, ma per me è stato consequenziale. Sono stato educato da mia nonna e dai miei genitori, da cattolico. Ma sono stato anche figlio del Sessantotto e ho volontariamente aderito al comunismo, questa pestilenza dell’animo che si è rubata i figli migliori delle nostre famiglie. In un certo senso, sono tornato a casa. Ma non sopporto l’idea di essere anticomunista con lo stesso livore stupido di come sono stato ateo e bestemmiatore per anni. Voglio un po’ più di dignità”. La ‘conversione’ dell’uomo che cantava (e canta ancora) “Emilia Paranoica” non è improvvisa. Nessuna caduta da cavallo. “Negli anni novanta mi interessava moltissimo L’islam. Le tragedie dell’Algeria e della Jugoslavia mi hanno portato ad avvicinarmi a questo mondo. Ma la concezione della donna di quel mondo mi ha fatto capire che non faceva per me. Sono passato dal confucianesimo, dal buddismo. Ho capito che per anni avevo convissuto con pensieri insignificanti rispetto alla comprensione del mondo. Aveva ragione Wojtyla: anche per me è stato un male necessario. E qui ho riscoperto il cristianesimo”. Semplice come le preghiere che gli aveva insegnato la nonna, affascinante come il pensiero di Ratzinger, che ha colpito Ferretti “per il richiamo che fa all’esigenza dell’attaccamento alla tradizione musicale. In chiesa sento certi canti...”. I cliché del convertito, però, su Ferretti non fanno presa. “Se c’è da cantare “Fedeli alla linea” la canto. Non abiuro i miei errori, sarebbe troppo comodo. La mia storia è questa e chi mi ascolta oggi la conosce benissimo. Del resto, le cose non sono mai scontate. Al tempo dei Cccp un ragazzo, fan sfegatato, insiste per offrirmi un caffè e mi dice sottovoce di essere un missino. Uno choc! Ne ho conosciuto un altro, entrato in un convento monastico, che ha chiesto al suo superiore di portarsi in cella “Affinità e divergente tra il compagno Togliatti e noi (uno dei dischi più noti dei Cccp, ndr). Quando ho fatto una canzone su Sarajevo attaccando il pacifismo, c’è chi l’ha usata come inno pacifista. IO offro la sincerità del mio percorso, del resto mi importa poco”. E i fan “traditi”? C’è già qualcuno che ha provveduto a scomunicarlo, quando l’estate scorsa ha fatto sapere di condividere la posizione della Cei sul referendum di bioetica. Altri lo accusano di opportunismo. Lui non se la prende, parla con rispetto degli ex compagni di band (“Ma oggi siamo su mondi diversi”). I Cccp sono diventati Csi (Consorzio Suonatori Indipendenti) dopo la caduta del Muro, poi Pgr (Per Grazia Ricevuta). Neocon e Dossetti a braccetto Oggi Ferretti lavora soprattutto sulla musica sperimentale e sacra. Tiene letture di Dante. È probabilmente l’unico neoconservatore dossettiano del panorama mondiale: “il pensiero neocon mi ha stupito e interessato. Si definiscono liberal assaliti dalla realtà o comunisti venuti dal freddo: e io mi ci ritrovo benissimo. Per mezzo mondo oggi “neocon2 è un insulto, così come lo è “dossettiano” per l’altra metà. Ma Dossetti qui da noi è stato un baluardo dei cattolici contro i comunisti per tanti anni. Per me è un santo, un santo che non capiva niente di politica”. E la politica è la cosa che fa più arrabbiare Ferretti oggi. A un tiro di schioppo dal suo paese c’è quello dove Sandro Bondi fu sindaco del Pci. Oggi ce l’ha con la sinistra, piena di “comunisti stemperati” che “fanno i liberali ma non lo sono”. Per lui votare centrodestra alle ultime elezioni è stata “una rivoluzione” che l’ha divertito parecchio. Entrando nella sua stanza c’è una bandiera di Israele attaccata a una trave. Venticinque anni o giù di lì cantava “Bombardieri su Beirut”. I bombardieri adesso ci sono di nuovo e lui soffre per la “perdita di senso della realtà” dei governanti italiani, per D’Alema e per l’Onu. Mentre si accende e fuma una delle 50 sigarette quotidiane (dopo che gli è stato asportato un cancro al polmone) Ferretti parla di dolore: “Nella mia vita l’ho conosciuto. Sono stato operato sette volte, ho avuto malattie gravi. Il nostro mondo ha prima abolito la morte, nascondendola ai bambini, confinandola più lontano possibile, abolendo le veglie, i funerali. Adesso cerca di abolire il dolore: ma è un atto di una violenza terribile, la stessa che portava il comunismo a voler costruire il paradiso in terra. Avvicinandosi all’inferno”. In pellegrinaggio a cavallo Una delle canzoni più riuscite e amate dei Cccp è un inno nichilista, “Io sto bene”: “”non studio non lavoro non guardo la TV / non vado al cinema non faccio sport”. Ferretti ha cambiato solo le prime due cose (per esempio, non sa nulla della musica leggera contemporanea degli ultimi 10 anni) ma le ha cambiate del tutto. Di sera va a dar da mangiare e a strigliare i suoi quattro amatissimi cavalli. Li deve ferrare e tirare a lucido perchè questo weekend andrà con gli amici, in sella, in pellegrinaggio alla Madonna della Guardia, sui colli toscani. I vecchi del paese arriveranno in pullman.
Antonio Socci(tratto dal quotidiano "Libero")
:..Gio..:
 
domenica, settembre 17, 2006
  Logo (4)
Con l'ombra del cervello invertita va meglio?
:..Gio..:
 
  Logo (3) and LINK
Attendo i giudizi. Inoltre per tonino e massi, segnate nei commenti link che volete mettere nel sito. Sono accettati tutti i link ovviamente. Per specificare vicino ad ogni link verrà scritto il nome di chi l'ha richiesto.
Ad es.
Circolo Villa Mattoni :..Gio..:
:..Gio..:
 
  Le massime di Gio -- Oriana Fallaci è morta (3)
Ecco la vignetta di Vauro uscita ieri sul Manifesto
:..Gio..:
 
venerdì, settembre 15, 2006
  Logo (2)

Ringrazio Alessandro che mi ha dato lo spunto, che ne pensate? Questo secondo me è veramente bello. Un cervello con l'innesco della bomba a mano. Attendo i commenti, spero buoni!!
:..Gio..:
 
  Le massime di Gio -- Oriana Fallaci è morta (2)
Non facciamo commenti, ricordiamo le sue parole "Non voglio vedere questa moschea, è molto vicina alla mia casa in Toscana. Non voglio vedere un minareto di 24 metri nel paesaggio di Giotto, quando io nei loro paesi non posso neppure indossare una croce o portare una Bibbia. "Se sarò ancora viva andrò dai miei amici a Carrara, la città dei marmi. Lì sono tutti anarchici; con loro prendo gli esplosivi e la faccio saltare per aria".
:..Gio..:
 
giovedì, settembre 14, 2006
  Le massime di Gio -- La pupa e il secchione (1)
Giro, rigiro, mi trovo in tv "La pupa e il secchione" e dico <Cazzo, la nostra civiltà è troppo superiore!!!>. Una cosa però non riesco a spiegarmi. Perchè ho voglia di drogarmi se mi fermo troppo a guardare l'aspirante sosia di Paris Hilton?
:..Gio..:
 
mercoledì, settembre 13, 2006
  Logo
Ho fatto questo logo, che ne pensate? Un pugno chiuso verso il basso! Come a schiacciare. Promuovetelo o scartatelo con i commenti!!!! Per Toni e Massi.
Se scartato proverò a cercare qualcos'altro! La scelta deve essere unanime!!!
 
  San Giorgio
San Giorgio, venerato come santo e martire dalla Chiesa fin dal IV secolo, visse nel III secolo e morì prima di Costantino, probabilmente a Lydda (presso l'odierna Tel Aviv), secondo alcune fonti nel 303. Purtroppo non ci sono notizie certe sulla vita di san Giorgio. Le principali informazioni ci provengono dalla Passio Georgii che già però il Decretum Gelasianum del 496, classifica tra le opere apocrife.
SUPPLIZIO
Secondo le leggende viene battuto, sospeso, lacerato e gettato in carcere dove ha una visione del Signore che gli predice sette anni di tormenti, tre volte la morte e tre la resurrezione. Tagliato in due con una ruota piena di chiodi e spade Giorgio risuscita operando la conversione del magister militum Anatolio con tutti i suoi soldati che vengono uccisi a fil di spada; entra in un tempio pagano e con un soffio abbatte gli idoli di pietra; converte l'imperatrice Alessandra che viene martirizzata. A richiesta del re Tranquillino, il santo risuscita diciassette persone morte da quattrocentosessant'anni, le battezza e le fa sparire; l'imperatore lo condanna nuovamente a morte, ed il santo prima di essere decapitato, implora a Dio che l'imperatore ed i settantadue re siano inceneriti; esaudita la sua preghiera Giorgio si lascia decapitare promettendo protezione a chi onorerà le sue reliquie.
LEGGENDA
La Leggenda Aurea, fissa la sua figura come cavaliere eroico, che tanto influenzerà l'ispirazione figurativa degli artisti e della fantasia popolare.
Essa narra che in una città chiamata Selem, in Libia, vi era un grande stagno, tale da poter nascondere un drago, il quale, avvicinandosi alla città, uccideva con il fiato tutte le persone che incontrava. I poveri abitanti gli offrivano per placarlo, due pecore al giorno ma quando queste cominciarono a scarseggiare, furono costretti ad offrirgli una pecora e un giovane tirato a sorte.
Un giorno fu estratta la giovane figlia del re. Questi terrorizzato offrì il suo patrimonio e metà del regno, ma la popolazione si ribellò, avendo visto morire tanti suoi figli. Dopo otto giorni di tentativi, il re alla fine dovette cedere e la giovane fanciulla si avviò verso il grande stagno per essere offerta al drago. In quel momento passò di li il giovane cavaliere Giorgio, il quale saputo
dell'imminente sacrificio, tranquillizzò la principessina, promettendole il suo intervento per evitarle la brutale morte, e quando il drago uscì dalle acque, sprizzando fuoco e fumo dalle narici, Giorgio non si spaventò, e affrontandolo lo trafisse con la sua lancia, ferendolo e facendolo cadere a terra. Poi disse alla fanciulla di non aver timore e di avvolgere la sua cintura al collo del drago; il quale prese a seguirla docilmente come un cagnolino, verso la città. Gli abitanti erano atterriti nel vedere il drago avvicinarsi, ma Giorgio li tranquillizzò dicendo loro di non aver timore poiché «Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago: Se abbraccerete la fede in Cristo, riceverete il battesimo ed io ucciderò il mostro».
Allora il re e la popolazione si convertirono e il prode cavaliere, uccise il drago e lo fece portare fuori dalla città trascinato da quattro paia di buoi.
La leggenda era sorta al tempo delle Crociate, e probabilmente fu influenzata da una falsa interpretazione di un'immagine dell'imperatore cristiano Costantino, trovata a Costantinopoli, dove il sovrano schiacciava col piede un drago, simbolo del «nemico del genere umano».
:..Toni..:
 
  Mazzarò

"Per manipolazione in psicologia s'intende il comportamento, contrario a una certa etica, che tende a indurre una persona a fare qualche cosa indipendentemente dalla sua volontà, quindi simile al plagio. La parola si usa in senso spregiativo: chi manipola lo fa generalmente onde strumentalizzare qualcuno ai proprî fini. Va quindi ricordato che forme sottili di manipolazione sono onnipresenti e vanno dall'educazione alla pubblicità, con propositi talora filantropici o edificanti."
da Wikipedia.
Voglio ora soffermarmi su un particolare tipo di manipolazione, quella riguardante l'imprinting al consumo. La tv ci propone modelli e comportamenti che nella maggior parte dei casi ci porteranno alla depressione se non vengono limitati attraverso un sano autocontrollo. La voglia di avere soldi per ricoprirci di oggetti inutili, la voglia di apparire e la brama di potere rendono la nostra vita sempre più lontana dalla felicità. L'umiltà è una parola troppo stupida per essere presa in considerazione. Pavoneggiarsi, primeggiare e ogni altra tecnica arrivista sono i capisaldi di questa società destinata all'autodistruzione. Io non riesco a capire come mai modelli come Briatore e la sua Billionaire non vengano considerati volgari ma solo fonte di invidia.
La novella "La Roba" è stata scritta nel 1883 da Verga e tutt'ora sembra che nessuno l'abbia mai letta. Mazzarò, il protagonista della storia, vive solo per accumularare "la Roba". La sua reazione quando gli annunciano la morte è abbastanza inquietante "Sicché quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all'anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: - Roba mia, vientene con me! -"
Ora mi chiedo, ma può essere che siamo cosi stupidi da non capire che è inutile sprecare la propria vita nel trovare la felicità nei beni materiali?
Guadagnare miliardi e miliardi, comprarsi una macchina da un milione di euro che va a 300km orari quando il limite massimo è 130, avere 10 ville mastodontiche e volere di più sempre di più perchè non viene considerato imbecille dalla società?
Una ferrari dovrebbe essere l'emblema della stupidità, invece no! Tanta gente la sogna e non capisce che è un oggetto materiale incapace di aiutarti nei veri momenti di difficoltà.
La cultura orientale (ma anche quella cristiana) svelano il segreto.
La verà felicità si basa sul dare e non sull'avere. I veri valori che bisognerebbe coltivare sono la famiglia, l'amicizia, la solidarietà e la compassione. Ovviamente richiedono molta fatica, sopratutto l'ultima. Questa è la vera chiave per accorgersi che tutto ciò che la società consumistica ci propone non è niente altro che un illusione buona soltanto a creare popoli a immagine di Mazzarò.
:..Gio..:
 
  IVAN RILSKI
Ivan Rilski è un santo bulgaro, fondatore del monastero di Rila. Nato a Skrino intorno al 876, morto a Rila il 18 agosto 946.
Secondo le sue agiografie, quando i suoi genitori, gente pia e non molto ricca, morirono, egli distribuì tutti i beni che aveva ereditato ai poveri e ai malati e diventando monaco, abbandonò il paese nativo solo con una veste di pelle. Salì su una montagna alta e deserta e rimase a vivere lì in una capanna fatta di ramoscelli, nutrendosi di piante selvatiche. Dopo qualche tempo dei briganti lo scacciarono da quel posto.
Egli trovò allora una grotta profonda e rimase ad abitare lì per 12 anni. Dalla grotta si trasferì nel deserto di Rila in una tana scavata in un albero. Pregava continuamente, si nutriva di erba e non vedeva nessun volto umano. Un giorno alcuni pecorai lo scoprirono e così si sparse la voce e la sua fama crebbe e tanta gente andò a trovarlo.
Per sfuggire alla gente l'eremita abbandonò la sua quercia e si trasferì su una rupe alta ed inaccessibile. Qui egli trascorse sette anni sotto il cielo aperto, sopportando tutte le intemperie e pregando continuamente.
Il pio re Petar, cui arrivò la fama del grande eremita, volle andare a trovarlo, ma egli rifiutò l'incontro. La fama dell'anacoreta ha favorito la costruzione del monastero di Rila, noto in tutto il medioevo, durante il giogo ottomano e fino ai giorni nostri.
Il corpo di San Ivan Rilski è stato con onori portato a Sredez (Sofia) è collocato nella chiesa del Santo Evangelista Luca. Dopo qualche tempo i suoi resti sono stati trasferiti in terra magiara, da dove sono stati restituiti in un feretro d'oro di nuovo a Sredez.
Durante il regno di Ivan Asen II e patriarca Vasilij i suoi resti furono trasferiti a Tyrnovo (1238) in una chiesa dedicata al suo nome. Oggi le sue reliquie riposano nel monastero di Rila.
La sua memoria è onorata il 1 novembre, secondo il calendario ortodosso bulgaro.

MONASTERO DI RILA
E' il maggiore della Bulgaria. Sorge a 1147 m di altitudine nel cuore del suggestivo massiccio montano di Rila, a 119 km da Sofia.
E' stato fondato nel X sec. dall'eremita Ivan Rilski. A quell'epoca la vita anacoretica era una forma di resistenza passiva dei popolo contro i feudali. L'impervio monte Rila offriva un rifugio tranquillo agli eremiti. Il convento fu Due volte distrutto e quindi ricostruito.Nel 1335, Hrelio, feudatario della regione di Struma, attese al restauro completo dei monastero per il quale costruì anche una chiesa e una torre. La torre si è conservata fino ad oggi. Vi è al quinto piano una cappella con interessanti
affreschi.Verso la fine del XIV sec. gli eserciti dei Turchi ottomani invasero la Penisola
balcanica. Il Monastero di Rila rimase illeso dai loro attacchi e conservò i privilegi che aveva ottenuto dai re bulgari e che furono confermati dai sultani. Tuttavia il monastero fu distrutto dai "kargiali" (bande di facinorosi che infestarono a lungo le terre balcaniche dell'Impero ottomano a partire dalla fine
del XVIII sec.) e fu ricostruito nell'aspetto che ha oggi nella prima metà del secolo scorso.
La chiesa principale del convento desta l'ammirazione dei visitatori con i suoi affreschi, icone e intagli di stupenda bellezza e forza della suggestione artistica. Vi hanno lavorato esponenti delle scuole di pittori di Samokov e di Raslog, tra cui Zahari Zograph, Stanislav Dospevski, Dimitar Molerov, Simeon Molerov.
L'Edificio centrale consta di oltre 300 celle, collegate da scale, gallerie e terrazze.
La biblioteca del monastero è molto ricca - 20 000 volumi tra antiche agiografie, vangeli, incunaboli.
Nel museo sono conservati antichi manoscritti, icone, doni ricevuti da conventi stranieri, diplomi regali e firmani dei sultani.
:..Toni..:
 
lunedì, settembre 11, 2006
  LA PERDITA DELLA MEMORIA
LA PERDITA DELLA MEMORIA
L'altro giorno, ho letto su un sito di un appassionato di informatica una critica
(di cui ho fatto una sintesi) ad un articolo di un giornalista, apparso su "La
stampa" del 21/12/2005, dal titolo: "Allarme dall'America: i motori di ricerca
uccidono la memoria". La tesi dell'articolo è che si starebbe realizzando la profezia di Platone
riguardo il mito egiziano del dio Theuth, che recatosi dal re Thamous per
mostrargli le arti da donare agli egiziani presenta la scrittura come una
strumento capace di fare gli uomini più sapienti e con maggiore capacità di
ricordare; la replica del re è di senso opposto, tanto che a suo parere la
diffusione della scrittura otterrà proprio l'effetto contrario rispetto a quello
auspicato, cioè l'indebolimento della memoria.


Interessante è soprattutto la domanda finale del giornalista: "Alla perdita di
memoria che si consuma in questi anni, a causa di Internet, quale tipo di umanità
seguirà?".
Secondo questo appassionato di informatica, il giornalista in questione, insieme a
numerosi suoi colleghi, anziché dire apertamente che temono di perdere lo
stipendio più che la memoria, navigando su Internet e consultando un motore di
ricerca, mettono in atto una azione mediatica psicologicamente deviante e
distruttiva, facendo dire ad un docente universitario americano di storia della
scienza che i motori di ricerca uccidono la memoria.
Questo perché il docente universitario
ha scoperto l'acqua calda quando Google gli suggerisce una correzione errata ad una parola
digitata correttamente, per il semplice motivo che la parola suggerita, ma ortograficamente
sbagliata, si trova scritta su un elevato numero di siti web, favorendo così il proliferare di parole
sbagliate. Gli danno poi grossa eco pubblicando la notizia a titoli cubitali su
uno dei giornali più importanti d'Italia.
Il povero lettore che legge il giornale, senza mai aver messo il naso su Internet
e che solo la parola Google gli fa venire in mente un impasto di nonna papera, si
spaventa, va dal figlio impegnato a fare ricerche su Internet per la scuola e gli
spegne il computer di brutto, mandandolo a fare ricerche alla biblioteca centrale
della sua città, tra libri unti e bisunti.
Che colpa ha il motore di ricerca se sui siti web si trovano tanti errori di
ortografia o di grammatica? Il motore di ricerca non è altro che un robot che fa
il suo lavoro di indicizzazione delle pagine web e delle parole in esse contenute
per presentare dei risultati alle nostre ricerche. Se le parole sono state scritte
in modo sbagliato, la colpa è dell'uomo che le ha scritte, non del motore di
ricerca che le ha trovate. Essendo un robot, il motore di ricerca ha tutti i
difetti e le qualità che hanno i robot: eseguono l'algoritmo per il quale sono
stati programmati senza fare commenti. Tutti, scrivendo su Internet, facciamo un
sacco di errori di ortografia involontari, di cui ci accorgiamo a distanza di
giorni, rileggendo i testi.
La colpa è nostra, non del motore di ricerca: non siamo robot e prima di prendere
una decisione, ci pensiamo sopra.

Per concludere, l'appassionato di informatica, risponde alla domanda del
giornalista che si chiedeva quale tipo di umanità seguirà, dicendo che sarà
senz'altro un'umanità migliore di quella attuale, dove la memoria non andrà
perduta e l'uomo sarà sempre protagonista responsabile delle proprie azioni e
decisioni e dove i motori di ricerca, con i computer collegati tra di loro via
Internet, collaboreranno scambiandosi dati e informazioni, per vincere la perdita
della memoria, quella vera: l'alzheimer..........


Leggendo l'articolo ho subito pensato che l'interpretazione dell'appassionato di
informatica fosse forzata e tendenziosa, facendomi pensare ad un mio amico non
votante da un pò di tempo affetto da una variante rarissima del morbo di
Ashcroft(???), aggravata dal fatto che è complessato perché non ha una connessione
a banda larga (che gli permetterebbe un accesso veloce ad una grande massa di
informazioni) e teme che il mondo civilizzato complotti di continuo.
Il mio invito, prendendo come esempio quest'articolo di cui comunque non me ne
frega un cazzo, è di non vedere sempre il marcio nelle cose: Lui ama i semplici e i puri nella Fede
:..Toni..:
 

Gruppo Innesco:
Massimiliano
Tonino
Giosuè
Filippo

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